Mercoledì 9 aprile, alle 21, al Circolo I Fiori di Faenza (RA), torna l’appuntamento con la serata speciale che celebra il dialetto romagnolo, intrecciando musica, teatro e poesia. Questo evento anticipa il festival La Musica nelle Aie, che si terrà a Castel Raniero dal 9 all’11 maggio 2025.

Torna per la nona edizione “Scor cum ut à insigné tu mé!”, la serata speciale organizzata da La Musica nelle Aie in collaborazione con il settimanale setteserequi, dedicata alla celebrazione del dialetto romagnolo e alle sue molteplici forme artistiche, dalla prosa alla poesia, dalla musica al teatro.
Iniziata nel 2014 e sospesa per tre edizioni a causa della pandemia, questa serata è diventata una piccola tradizione che anticipa la grande festa delle aie di Castel Raniero, segnando simbolicamente l’arrivo della primavera nel territorio.
Anche quest’anno, l’evento manterrà la sua natura unica: non un convegno né uno spettacolo tradizionale, ma un vero e proprio reading performativo che celebra la lingua dei nostri padri e nonni.
“Scor cum ut à insigné tu mé! L’è un bõ dè!” si terrà mercoledì 9 aprile, alle 21, al Circolo I Fiori, in via Di Sopra 34, nel Borgo Durbecco a Faenza. Questa serata sarà l’anteprima del festival La Musica nelle Aie, che si terrà a Castel Raniero dal 9 all’11 maggio 2025.
L’evento, nato in collaborazione con il settimanale setteserequi e il Circolo I Fiori, vedrà la partecipazione di poeti, scrittori, musicisti, cantanti, attori, studiosi e appassionati del dialetto romagnolo, tutti uniti per far riscoprire la bellezza e l’eclettismo espressivo della lingua in un contesto comunitario, come quello delle aie, piazze e bar, dove il dialetto ha preso vita e si è evoluto nel tempo.
Quest’anno, il cast di partecipanti sarà composto da quattro cantanti e altrettanti dicitori.
Il primo cantante in programma sarà Cico det ‘e Bel’, originario della Bassa Romagna, che si esibirà con la sua inseparabile partner Mary Grace e le loro divertenti canzoni country-swing in dialetto. Dallo stesso Borgo Durbecco di Faenza, ritornerà il cantautore e insegnante di romagnolo Fabrizio Caveja Barnabé, noto per il suo approccio intenso e coinvolgente.
Per la prima volta saliranno sul palco le Emisurela, duo di sorelle faentine che hanno conquistato il pubblico con la loro interpretazione vivace della musica folk romagnola, facendo ballare tutti i presenti.
Un altro ritorno atteso è quello di Vittorio Bonetti, il “juke-box umano” di Villanova di Bagnacavallo, che ha da tempo approfondito il legame con il dialetto dei suoi padri e che, da anni, continua a stupire con le sue esibizioni.
Non mancherà anche Gianni Parmiani, grande amico della manifestazione, che quest’anno si esibirà in versione monologo.
Il ritorno di Denis Campitelli, attore di Bertinoro che ha recentemente fatto il suo ingresso nel cinema italiano di “serie A”, sarà un momento speciale. Campitelli, che non ha mai dimenticato le sue radici dialettali, porterà in scena il celebre monologo Zitti tutti di Raffaello Baldini, una poesia che, grazie a Ivano Marescotti, ha segnato la riscoperta della poesia romagnola.
La poesia non mancherà grazie alla partecipazione di Lidiana Fabbri, poetessa dialettale riminese, che per la prima volta prenderà parte all’evento. Insieme a lei, ci sarà anche l’imolese Uvetta, allieva di Ivano Marescotti, che lo scorso anno ha impressionato tutti con la sua performance e quest’anno presenterà una tradizionale fola dialettale.
Una serata all’insegna del dialetto, della musica e della poesia, per riscoprire le radici e la bellezza di una lingua che è viva e vibrante nella cultura romagnola.