“Le care amiche” è una commedia scritta da Doride Santucci Scirè, autrice attenta e intelligente, conosciuta per i suoi testi teatrali e atti unici che in passato ha anche diretto e interpretato personalmente, dimostrando una fine capacità di cogliere le sfumature dell’animo umano.
L’opera, leggera ma al tempo stesso ricca di spunti interessanti, era inizialmente ambientata nei primi anni ’90. In questa versione, invece, la storia viene trasportata alla fine degli anni ’70, periodo in cui era particolarmente forte il fenomeno della migrazione dalle campagne alle città, alimentato dalla speranza di superare le disuguaglianze sociali. Nonostante lo spostamento temporale, i temi trattati e i caratteri descritti con pungente ironia restano estremamente attuali.
L’adattamento riguarda, oltre al periodo e all’ambientazione – che passa da uno spazio interno a un cortile-giardino –, anche la resa linguistica: il testo originale, scritto nel parlato ascolano (l’autrice è originaria di Amandola), è stato tradotto nel dialetto settempedano, usato dagli attori del Gruppo Teatrale l’Alternativa. Sono stati inoltre rielaborati alcuni lunghi monologhi, semplificandoli con soluzioni più fluide e coinvolgenti.
La vicenda ruota attorno a Memetta, che ha invitato le sue più care amiche per festeggiare il suo compleanno e passare insieme un pomeriggio, gustando il buffet preparato per l’occasione. Le cinque donne conversano, a volte interrotte dai due figli di Memetta, affrontando temi legati alle loro esperienze personali. L’incontro si conclude con l’arrivo di Nicò, affettuoso marito di Memetta, che cerca di metterla in guardia dalle sue amiche invidiose, senza rendersi conto di essere egli stesso, in qualche modo, una vittima.
L’appuntamento è per sabato 19 luglio a Tolentino all’interno della rassegna Teatro Bura.