Venerdì 20 giugno, alle 21:30, il Giardino della Badia, situato accanto alla storica abbazia di Badia Petroia (Città di Castello, PG) , ospiterà il debutto della nuova produzione teatrale in dialetto della compagnia I Freghi della Badia. Lo spettacolo si intitola “’L diavolo fa le pentole, e no i guperchi” ed è scritto e diretto da Matteo Campanelli. La serata rientra nel programma estivo di eventi culturali organizzato dal Comune di Città di Castello nell’ambito della rassegna Estate in Città.
La commedia propone una storia dai toni vivaci e ironici, ambientata nel giardino di una villa, dove il protagonista Luigino invita due persone molto vicine a lui: la moglie Rossella e l’amico Rocco, coinvolto sentimentalmente con Luisella. All’apparenza si tratta di un incontro ordinario, ma ciascuno porta con sé situazioni irrisolte che, una volta emerse, danno vita a un intreccio di malintesi e situazioni grottesche.
Ad aggiungere ulteriore confusione arriva Franca, la nuova sacrestana del paese. Ascoltando per caso alcune frasi, ne fraintende completamente il significato e, senza volerlo, scatena una catena di equivoci. Da quel momento in poi, la vicenda si complica rapidamente, trasformando un contesto domestico in una scena comica e imprevedibile, dove ogni personaggio si ritrova coinvolto in una rete di incomprensioni e contraddizioni.
Il ritorno improvviso dello zio di Luigino, un personaggio carismatico e imprevedibile conosciuto come “el Don Ribelle”, porta a galla vecchi rancori e ferite mai guarite, che si sommano ai conflitti già in corso. Le menzogne raccontate per convenienza iniziano a vacillare, mentre emergono verità rimaste a lungo nascoste. La tensione cresce e gli equilibri precari tra i protagonisti cominciano a crollare.
Il proverbio scelto come titolo – il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi – riassume perfettamente il senso della vicenda: per quanto si cerchi di nascondere la realtà, prima o poi viene sempre alla luce. La narrazione si muove tra comicità e momenti di riflessione, alternando dialoghi serrati a scene dal tono più intimo, offrendo uno spunto per riflettere sul valore della sincerità e sulla fragilità delle maschere che le persone indossano.
L’intero testo è scritto in dialetto locale, un elemento che rafforza il legame con il territorio e con le sue tradizioni teatrali. Questo uso della lingua quotidiana avvicina il pubblico alla storia raccontata, rendendolo parte integrante di un’esperienza culturale che affonda le radici nella memoria collettiva.
La scelta del Giardino della Badia come location arricchisce ulteriormente la serata, regalando al pubblico un’atmosfera intima e suggestiva. Lo spazio aperto e la vicinanza dell’antica abbazia contribuiscono a creare un contesto unico, dove il teatro incontra la natura e la vita di comunità. Questo luogo ha ispirato anche la scenografia e l’ambientazione dello spettacolo, rendendolo ancora più autentico.
L’ingresso è gratuito, fino al raggiungimento della capienza massima. Si tratta di un’occasione per condividere una serata di intrattenimento e riflessione, in compagnia, nel segno della tradizione popolare e del teatro in dialetto.
Un ringraziamento speciale va alla famiglia Rossi per aver messo a disposizione il Giardino della Badia, in particolare a Laura, il cui impegno ha reso possibile l’utilizzo di questo spazio per la rappresentazione. Un gesto che ha trasformato un ambiente privato in un punto di incontro per tutta la comunità.
Con questo nuovo lavoro, la compagnia I Freghi della Badia conferma la sua vocazione a raccontare storie radicate nella cultura popolare, combinando leggerezza e profondità, e regalando al pubblico uno sguardo sincero e partecipe sulla vita quotidiana.