Torna il Festival Teatrale Nena Taffarello, promosso dal teatro Il Sipario Strappato di Arenzano (GE), con il patrocinio del Comune di Arenzano e della FITA (Federazione Italiana Teatro Amatori). L’iniziativa si svolgerà nei giorni di venerdì 6 e sabato 7, nonché venerdì 13 e sabato 14 giugno, sempre con inizio alle ore 21 presso la sede del teatro in via Marconi 165.

La rassegna, giunta a una nuova edizione, propone quattro serate dedicate al teatro in dialetto ligure, durante le quali si esibiranno le compagnie finaliste. Il festival è un omaggio a Nena Taffarello, figura storica del teatro arenzanese che, assieme all’attuale presidente Lazzaro Calcagno, contribuì alla nascita de Il Sipario Strappato, con la volontà di offrire uno spazio espressivo e formativo per le nuove generazioni.

«Siamo lieti di constatare – dichiara Sara Damonte, direttrice artistica della rassegna – un incremento sia nel numero che nella qualità delle compagnie candidate. La selezione quest’anno è stata particolarmente complessa, un segno evidente della vivacità e del valore del teatro amatoriale nel nostro territorio.»

Il programma completo del festival:

  • Venerdì 6 giugno: la compagnia Boccascena presenta “Nessuno è come sembra”, per la regia di Simonetta Guarino.

  • Sabato 7 giugno: in scena la compagnia Cosa vuoi che ti Legga con lo spettacolo “Sale d’attesa”, diretto da Carlo Deprati.

  • Venerdì 13 giugno: la compagnia Crocogufo porta sul palco “Prestazione occasionale”, con la regia di Angelo Formato.

  • Sabato 14 giugno: chiusura con Ramaiolo in Scena, che propone “Cacelotti e i ciantafurche: l’unificasiun du Purtu e d’Ineia”, diretto da Alessandro Manera.

L’ultima serata, il 14 giugno, coinciderà con la premiazione finale. Oltre ai riconoscimenti assegnati dalla giuria, il pubblico potrà esprimere la propria preferenza per decretare il premio del pubblico.

Una giuria di professionisti valuterà le rappresentazioni assegnando i premi per miglior attore, miglior attrice, miglior regia e miglior spettacolo. La compagnia che si aggiudicherà quest’ultimo riconoscimento accederà alla fase finale del concorso nazionale “Tre Caravelle”, promosso da FITA.

Biglietti: ingresso singolo 10 euro – abbonamento per i quattro spettacoli 30 euro
Prenotazioni (anche via WhatsApp): 353.4369014 – 339.6539121

Trame degli spettacoli:

“Nessuno è come sembra” – venerdì 6 giugno
Una tormenta di neve costringe un gruppo di persone a restare bloccate in una pensione sperduta e appena aperta. Lo spazio ristretto e l’atmosfera sospesa rivelano segreti, colpe e paure che ciascun personaggio si porta dentro. Non tutto è come appare: il passato torna a bussare e una possibile vendetta si aggira nell’ombra. Un thriller teatrale, tra suspense, inquietudine e riflessioni sui fantasmi della nostra epoca recente.

“Sale d’attesa” – sabato 7 giugno
Tre donne si incontrano per caso nelle sale d’aspetto di vari professionisti, tra un parrucchiere, un’estetista e un fisioterapista. Dai dialoghi nascono complicità e confronti che, con ironia e acutezza, raccontano piccoli spaccati di vita. Uno spettacolo leggero e divertente, capace di strappare sorrisi e spunti di riflessione.

“Prestazione occasionale” – venerdì 13 giugno
Un gruppo di amici di lunga data, ormai adulti, si ritrova per un weekend al mare su invito di Lisa, che apparentemente vuole solo un aiuto per ridipingere la veranda. Ma la vera ragione dell’invito è ben diversa e scomoda, e metterà alla prova la loro amicizia. Tra battute, tensioni e colpi di scena, la serata prende una piega inaspettata, fino a un finale positivo.

“Cacelotti e i ciantafurche: l’unificasiun du Purtu e d’Ineia” – sabato 14 giugno
Ambientata tra il 1908 e il 1923, la commedia racconta in chiave ironica e dialettale il processo che portò all’unione tra Porto Maurizio e Oneglia. La vicenda ripercorre eventi storici reali, come la raccolta firme e la costruzione di infrastrutture, intrecciandoli con la rivalità campanilistica tra i due borghi e le divertenti schermaglie tra marito e moglie. Il tutto arricchito da espressioni e parole del dialetto locale, oggi quasi scomparse ma ricche di fascino e memoria.